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Marketing per Psicologi: Strategie, Strumenti e Riflessioni Etiche

05-01-2026
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In un’epoca in cui la salute mentale è sempre più al centro dell’attenzione pubblica, anche i professionisti del benessere psicologico devono imparare a comunicare il proprio valore.
Ma fare marketing per psicologi non è come vendere un prodotto: richiede tatto, autenticità e profonda consapevolezza del contesto etico in cui si opera.

Ecco una guida personalizzata – come un abito su misura – per aiutare psicologi e psicoterapeuti a costruire una strategia di marketing efficace, rispettosa e orientata alla crescita.

 

Le caratteristiche del marketing per psicologi

Il marketing per psicologi è diverso da quello tradizionale. Deve:

  • Essere etico: non si possono fare promesse di guarigione o risultati certi.
  • Ispirare fiducia: chi cerca uno psicologo ha bisogno di sentirsi accolto, non “convinto”.
  • Valorizzare la professionalità: i titoli accademici, la specializzazione e l’approccio terapeutico devono essere presentati con chiarezza.
  • Rispettare la privacy: comunicare senza esporre o banalizzare temi delicati è fondamentale.

Come promuoversi per trovare nuovi pazienti

Promuoversi come psicologo significa farsi trovare dalle persone giuste nel momento giusto. Alcune strategie efficaci includono:

  • Creare un sito professionale: semplice, pulito, con informazioni chiare sui servizi offerti, l’approccio terapeutico e come contattarti.
  • Lavorare sul passaparola digitale: recensioni su Google, testimonianze (anonime e autorizzate), presenza costante e coerente sui canali online.
  • Coltivare relazioni con altri professionisti: medici di base, pediatri, insegnanti, coach possono diventare referenti preziosi.

sito psicologo
Esempio di sito web semplice, chiaro e professionale dell Istituto Watson www.iwatson.com

Valutare l’inserimento nei portali di settore

Portali come Psicologi Italia, Guidapsicologi.it o MioDottore sono spesso tra i primi risultati su Google quando un utente cerca uno psicologo. Inserirsi in questi spazi può sembrare una soluzione rapida per aumentare la visibilità, ma va valutata con attenzione.

Vantaggi: ampia visibilità iniziale, possibilità di ricevere contatti da utenti in cerca di supporto immediato, presenza in ambienti digitali strutturati.

Svantaggi: oggi questi portali sono altamente competitivi; è facile perdersi in lunghi elenchi accanto a colleghi con decine (o centinaia) di recensioni. Senza una strategia propria, si rischia di non emergere.

Dipendenza: se il flusso di nuovi pazienti arriva esclusivamente da questi canali, si crea una dipendenza da piattaforme terze. Basta un cambiamento nei termini, un aumento dei costi o un calo di visibilità per compromettere il flusso di richieste.

 La strategia ideale? Valutare la presenza sui portali come complementare, non centrale. Usarli come ponte iniziale, ma lavorare fin da subito per costruire una presenza autonoma: sito personale ben ottimizzato, contenuti propri, rete professionale.

 

Strumenti di marketing per psicologi: dalla SEO ai social media

 

SEO (Search Engine Optimization)

Essere trovati su Google è spesso il primo passo.

Ecco alcune buone pratiche SEO per psicologi:

  • Ottimizzare le pagine del sito con parole chiave come “psicologo + città”, “psicologo per ansia”, “psicoterapeuta cognitivo comportamentale”.
  • Creare contenuti di valore: articoli su temi comuni (ansia, autostima, burnout) che rispondano a domande frequenti.
  • Scheda Google Business aggiornata, con foto professionali, orari e indicazioni chiare.

Nel caso il sito è da realizzare si consiglia di iniziare con Google ADS .

Social Media

I social non sono solo vetrine, ma strumenti relazionali: Instagram e Facebook possono essere ottimi per divulgare concetti psicologici con semplicità e umanità. LinkedIn è utile per costruire una rete professionale. YouTube o Podcast possono rafforzare l’autorevolezza, se gestiti con costanza e tono adatto.

Diventare virali: è davvero necessario?

Inseguire la viralità può sembrare la scorciatoia per il successo.
Ma serve davvero? La risposta è: non sempre. Non tutti sono Mazzucchelli o Morelli: hanno uno stile personale e un target ben preciso. La viralità può portare visibilità… ma non necessariamente pazienti in target.
Meglio essere coerenti e autentici, piuttosto che diventare “influencer della psiche” senza struttura.

Quindi cerca di avere una propria strategia senza aspirare a diventare influencer
Ecco in basso un esempio del Dot. Rolla

 

Il pericolo dell’AI per gli psicologi

L’intelligenza artificiale sta entrando anche nel mondo della salute mentale: chatbot terapeutici, app di autodiagnosi, strumenti di self-help automatici.

Opportunità: l’AI può supportare il lavoro dello psicologo (app per il monitoraggio dell’umore, reminder per i pazienti, ecc.).

Rischi: banalizzazione del disagio psicologico, sostituzione dell’ascolto umano con algoritmi, riduzione dell’empatia a uno script.

Etica: è fondamentale che lo psicologo guidi il paziente nella scelta di strumenti validi, e difenda il valore insostituibile della relazione terapeutica umana.

BG Nuvola
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